C'è una categoria di madri che Fujiko teme come l'influenza suina: le madri tuttofare. Sicure, decise, hanno almeno tre figli a distanza ravvicinatissima, le riconosci per l'aria angelica con la quale portano il drappo della loro essenza materna.
Sono donne che nella maternità hanno trovato la soddisfazione ad ogni frustrazione, compensando pienamente il loro delirio di onnipotenza.
Sanno tutto sui bambini, hanno ricevuto una laurea honoris causa in pedagogia, notoriamente non si esimono dal pontifcare. Approfittano di un tuo momento di debolezza o di stanchezza per attaccarti il pippone sulle gioie della maternità calandosi, implacabili, come un macete sulla tua poca autostima.
Se la tua gravidanza è stata difficile la loro era peggio, ma lei, la madre faccio-tutto-io, era felice della nausee, del mal di schiena, della caviglia a zampa di elefante, felice e soddisfatta.
I suoi parti sono stati, ovviamente, lunghi e dolorosissimi. L'epidurale è, per tali martiri, un oggetto non pervenuto perchè loro se non partoriscono naturalmente si sentono fallite.
Ovviamente non risparmiano giudizi ad ogni malcapitata che abbia la sfiga di finire sotto le loro grinfie.
Sono ecologiste, loro preparano tutto biologico, e le puoi riconoscere dalle occhiate furtive ed indignate al supermercato quando, alla cassa, guardano il tuo carrello gonfio di omogenizzati e di latte in polvere perchè, manco a dirlo, sono incallite sostenitrici dell'allattamento al seno fino alla maggiore età.
Se ti azzardi a dire che hai allattato poco perchè il nano non si attaccava, ti guardano come fossero in presenza di una cellula terrositica.
Dispensano consigli non richiesti elargiti con l'unico scopo di affermare la loro superiorità, i loro precetti educativi sono infallibili, sanno tutto sui vaccini obbligatori, criticano aspramente il pediatra che non prende sufficientemente in considerazione la lista di 164 domande che ha pazientemente racimolato in giro per la rete.
L'unico modo per sfuggire alla sua parola che si è fatta Verbo è quello di simulare bene ogni sintomo dell'H1N1 e, all'occorenza, estrarre una mascherina per il viso. Non siate cialtroni, simulate bene perchè, ovviamente, lei sull' influenza suina sa proprio tutto!
Banditi i problemi di sonno, addormentamento, risvegli, lettone, lettino, Fujiko gradirebbe molto sapere se esiste un equivalente nazista per la pappa.
Il piccolo gnomo ed il cibo non sono compatibili. Fatta eccezione per il "tatti", ovvero il latte, al quale ci prostriamo ogni giorno per averci salvato dall'anoressia, tutti gli altri alimenti non oltrepassano la soglia dell'indifferenza.
Voglio dire, abbiamo seguito tutto alla lettera: il nano ha sempre mangiato nel suo seggiolone, pochi giochi ed intrattenimenti vari durante il pasto, gli abbiamo proposto un po' tutti i cibi, non abbiamo insistito quando si rifiutava, calma e relax quando non aveva fame...
E allora perchè ci troviamo questa girandola impazzita che rifiuta ostinatamente quasi tutto? Fujiko molla i remi, ed ammette sconsolata che l'unico modo per fargli ingurgitare un po' di cibo è quello di darglielo in piedi.
Già me la vedo la faccia di tata Lucia...lo so che leggendo questt'ultima affermazione rischia un ictus, ma vi giuro che le abbiamo provate tutte!
Farlo piangere non serve, insistere ancora meno, mandarlo a letto senza cena significa premiarlo...AIUTO!!!
Estivill se ci sei batti un colpo, ti prego, inventa un altro libricino, un metodo terribile ma efficace per farlo mangiare! Che ne so, legarlo al seggiolone e fargli la danza della pappa, la tortura del solletico, prendere in ostaggio Thinky Winky e rialsciarlo solo dopo aver finito le tagliatelle, quello che vuoi, siamo pronti.
Cos'è quell'ombra oscura nel vostro sguardo? Vi vedo, toglietevi quel ghigno sadico da suocera...il problema non è la mia cucina, chiaro?

La tata: "buon giorno Fujiko".
"Buon giorno tata R. Ma sta zoppicando, le fa male una gamba?"
"Non me ne parli, sono appena stata dal dottore"
"Ah! E cosa le ha detto?"
"Mi ha detto che devo fare una risonanza magnetica perchè sicuramente è il nervo ASIATICO..."
Ci mancava solo l'asiatalgia!
Lunedì, sotto un acquazzone che non lasciava tregua, una pazza con nano sul passeggino si avventurava sotto il diluvio nei pressi del poloclinoco S. Orsola. Ovviamente la pazza era Fujiko, scaraventata fuori dalla necessità inderogabile di iscriversi all'esame di diagnostica.
Rimbalzata come una pallina da flipper in tre padiglioni prima di trovare quello giusto, bagnata e propensa a lanciare improperi contro chiunque, si è rivolta alla segretaria del dipartimento.
"Vorrei iscrivermi all'esame".
"Ma lo deve fare tramite internet!"
"Sì, ho visto ma è impossibile farlo, l'esame non compare nella lista"
"Ah, forse non lo può sostenere!"
In preda a delirio criminale Fujiko si lascia scappare: "impossibile, glielo garantisco! Mi faccia l'iscrizione lei qui, seduta stante!"
Intimidita dallo sguardo feroce della nostra, la segretaria non replica.
"Allora, la procedura è semplice...nella lista deve inserire il nome della prof tal dei tali"
"Ma non è indicato nelle istruzioni!"
"No, non è indicato, poi deve aggiungere la nuova dicitura"
"Che, ovviamente non è indicata da nessuna parte!"
"Esatto, poi aggiungere il codice segreto della Nasa, dei servizi segreti, e della Casa Bianca ed il gioco è fatto...ecco, signora Fujiko ora è iscritta".
Fujiko ammette la propria idiosincrasia per l'informatica, ma questi sono proprio matti! In compenso il piccolo gnomo si è divertito come un pazzo sotto la pioggia gridando eccitato "GEGIA!!!", che in linguaggio nanesco significa acqua.
Per Fujiko la gravidanza è stata una traversata tutt'altro che piacevole. Lo dice ora, in modo catartico, ora che, finalmente, si è liberata dai sensi di colpa che tale affermazione comporta.
Ignorava che, una volta che quella benedetta, agognata linea rosa fosse comparsa, automaticamente tutte le amiche, la zia, la bisnonna e la tabaccaia si sarebbero trasformate in ginecologhe-ostetriche esperte. Non sapeva che all'annuncio della gravidanza tutte si sarebbero sentite autorizzate a dispensare consigli non richiesti, diagnosi meticolose o previsioni inerenti il sesso del nascituro.
Approssimazioni assoluamente prive di senso (che però DEVI accogliere con benevolenza) del tipo: se hai la pancia a punta è un maschio, se hai i brufoli è una femmina, se dormi a destra è maschio, se ti prude il piede è femmina, se sei nervosa (fate voi!!) è un alieno.
Quando hai avuto una di quelle giornate in cui ti si è fermata la macchina, ti hanno bocciato ad un esame, il cancello automatico è entrato in sciopero e il telefono è scarico, ed arrivi incazzata come un bufalo, ti guardano con aria di giubilo sospirando: "non ti preoccupare tesoro, sono gli ormoni". Ormoni un cazzo, sono proprio incazzata!
E poi ragazze diciamocelo, TUTTE, ma proprio tutte hanno il ginecologo-la ginecologa più brava del mondo tranne tu. Il loro specialista è bravo, simpatico, diagnosta eccellente, all'avanguardia con le apparecchiature ecografiche. E ti bombardano di domande: hai già fatto l'ecografia? E l'amniocentesi? E il bi-test? La plica nucale?
A nulla vale spiegare loro che hai fatto il test ieri e che ancora devi comunicarlo al medico, perchè il loro ginecologo per telepatia aveva intuito l'esito e già sapeva dirti con precisione se era maschio o femmina. Il loro medico aveva rilevato il battito cardiaco già al ventesimo giorno di gestazione. Non importa sottolineare loro che il cuore a venti giorni ancora non si è formato, perchè lui lo aveva già percepito.
Altra nota dolente: in gravidanza DEVI essere felice. Non importa se la nausea ti attanaglia giorno e notte, se vomiti quindici volte al giorno, se per evitare il ricovero devi ricorrere a flebo giornaliere, se in bocca l'unico sapore che avverti è quello di nutria in decomposizione. No, perchè uno dei tabù più grossi per la nostra società è ammettere che non sempre la gestaizione è questo momento idilliaco, non per tutte almeno.
Questo non significa che non avverti il miracolo della nuova vita che arriva, semplicemnte, almeno nel mio caso, che vorresti vivere una gravidanza serena senza avvertire la necessità di strapparti lo stomaco e venderlo al miglior offerente.
Vorresti che, quando ti vedono dimagrita di sei chili in tre mesi a furia di vomitare ed il tuo colore del viso vira dal bianco al verde bile, qualcuno avesse la delicatezza di evitare di dirti: "come sei bella, non sei ingrassata proprio per niente" per quel modello femminile che oggi ti vuole magra e tonica anche al nono mese di gravidanza che fa tanto Nina Moric.